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TEATRO DELL'OPERA DI
MILANO PRESENTA
TOSCA
di
Giacomo Puccini
Regia di Mario Migliara
La visione di un luogo
religioso dove un Dio distratto ha voltato lo
sguardo altrove si evidenzia con uno struggimento
emotivo da parte dei personaggi. Il loro dibattersi
in preda alle emozioni andava evidenziato con uno
spazio che, senza pietà, li rendesse umani e soli di
fronte la magnificenza del divino altrove. Il
ripetitivo crocefisso stilizza un momento dove la
cristianità è del tutto lontana. Il cavalletto del
dipinto di Cavaradossi è di spalle, da questo
chiunque può immaginare e nel medesimo tempo non
riconoscere un elemento pittorico realista ma lo
colora sulle battute dei personaggi, Cavaradossi lo
scruta e lo modifica nella nostra mente rendendolo
palpabile nel suo lavoro e nell’amore per la sua
musa. L’oggetto diventa metafora dell’umana
condizione: i valori, i sentimenti, le pulsioni
appartengono ai personaggi della vicenda che
mostrano.
Così, ancora più importante diventa l’altare , poi
tavolo di Scarpia e infine desco del carceriere
della prigione di Castel Sant’Angelo.
Una trasformazione umana dove la pietra si modifica
e si propone centralmente come protagonista di una
congiunzione tra mano e un latitante divino. Tutto
incombe nel raggio d’azione del pulpito sia esso in
chiesa sia tavolo di potere. Un ring ideale pieno di
elementi riconducibili solo alla musica, che
traspare in tutto il suo colore realistico nelle
pieghe emotive dei personaggi e nelle loro
gestualità. La novità sta nelle posture delle mani e
nei contorcimenti dei corpi che escono dal materiale
scenografico quasi fossero elementi di storie gia
vissute. L’ambiente parla una lingua differente
grazie alle coloriture e a questi sbalzi che entrano
all’interno della scena La grazia, la pietà, la
rassegnazione e la violenza sono elementi
linguistici all’interno della scenografia stessa,
che sbalzano all’interno dell’ambiente.
Niente di esplicito ma tutto sotteso implicito e mai
urlato.
Uscire da una visione del melodramma come messa in
scena totale è stato per me un ricondurmi alla note
di Puccini e unire ancora di piu le sue indicazioni,
le melodie dei personaggi alla conduzione del dramma
umano di Tosca.
La proposta di riprodurre gli interni di Sant’Andrea
della Valle e di Palazzo Farnese e per finire le
prigioni di Castel Sant’Angelo con elementi
frammentati di colori diversi, vuole definire i tre
ambienti secondo le indicazioni del regista dove la
spiritualità vuole e deve entrare in scena. I
pannelli costruiti in fibra di vetro e resina con
coloriture e fiammature di pigmento sono costruiti
seguendo una logica emotiva, che naturalmente cambia
negli atti.
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