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LA COMPAGNIA DEL
TEATRO CARCANO FONDATA DA GIULIO BOSETTI PRESENTA
SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
con Antonio Salines,
Edoardo Siravo, Silvia Ferretti, Nora Fuser e Marina
Bonfigli
di Luigi Pirandello - Regia di Giulio Bosetti
“Sei personaggi in cerca d'autore” è il dramma più
famoso di Luigi Pirandello, è considerata la prima
opera della trilogia del teatro nel teatro che
comprende “Questa sera si recita a soggetto” e
“Ciascuno a suo modo”. L’opera fu rappresentata per
la prima volta, con esito tempestoso, il 9 maggio
1921 al Teatro Valle di Roma dove molti spettatori
contestarono la rappresentazione al grido di
"Manicomio! Manicomio!".
La terza edizione del 1925 fu importante per il
successivo successo di questo dramma in cui l'autore
aggiunse una prefazione nella quale chiariva la
genesi, gli intenti e le tematiche fondamentali del
dramma.
Su un palcoscenico una compagnia di attori prova la
commedia “Il giuoco delle parti”. Irrompono sei
individui, un Padre, una Madre, il Figlio, la
Figliastra, il Giovinetto e la Bambina, personaggi
rifiutati dallo scrittore che li ha concepiti. Essi
chiedono al Capocomico di dare loro vita artistica e
di mettere in scena il loro dramma. Dopo molte
resistenze la compagnia acconsente alla richiesta e
i personaggi raccontano agli attori la loro storia
perché possano rappresentarla. Il Padre si è
separato dalla Madre, dopo aver avuto da lei un
Figlio. La Madre, sollecitata dal Padre, si
ricostruisce una famiglia con il segretario che
lavorava in casa loro e ha da lui tre figli: la
Figliastra, la Bambina e il Giovinetto. Morto il
segretario la famiglia cade in miseria, tanto che la
Figliastra è costretta a prostituirsi nell'atelier
di Madama Pace, dove la Madre lavora come sarta. Qui
si reca abitualmente il Padre. Padre e Figliastra
non si riconoscono e l'incontro viene evitato appena
in tempo dall'intervento della Madre.
Tormentato dalla vergogna e dai rimorsi, il Padre
accoglie in casa la Madre e i tre figli. Ciò provoca
il risentimento del Figlio e la convivenza diventa
insostenibile.
Tra gli attori e i Personaggi si apre ben presto un
contrasto insanabile. Gli attori, nonostante gli
sforzi, non riescono a rappresentare il dramma reale
dei Personaggi, i loro sentimenti fondamentali, il
vero essere di ciascuno: il dolore della Madre, il
rimorso del Padre, la vendetta della Figliastra, lo
sdegno del Figlio. Sulla scena tutto appare falso.
Questa incomunicabilità, che rende la vita autentica
irrappresentabile, culmina nella scena finale in cui
la storia finisce in tragedia, senza avere la
possibilità di comprendere se essa sia reale o no:
la Bambina annega nella vasca del giardino e il
Giovinetto si spara. |