|
SPETTACOLO ANNULLATO
è possibile il rimborso entro la data prevista dello
spettacolo
LA COMPAGNIA IL
SORRISO - COMPAGNIA INTRECCITEATRALI PRESENTANO
CIAO TU
Perchè niente è tutto bianco o tutto nero
di Beatrice Masini - Roberto Piumini
con Arianna Talamona -
Andrea Gosetti
Regia Gabriele Calindri - Elisabetta Ratti
In una realtà che
corre sempre più veloce tra sms e posta elettronica,
Viola e Michele scelgono di “frequentarsi”
attraverso uno scambio epistolare.
Amore, amicizia, aspettative, disillusioni e sogni
fanno il resto.
Due adolescenti ai primi giorni di scuola superiore
che si “incontrano” grazie ad un gioco di lettere
segrete, vivendo il mondo magico della
corrispondenza come luogo esclusivo di
contemplazione della realtà attraverso acerbe ma
profonde riflessioni. Nello scrivere e nel leggere
“l’altro” i tempi si dilatano, lasciando spazio ai
desideri, alle incertezze, ai sogni, ricerca di
identità.
L’indagine è in corso. Nascono domande e pensieri
nuovi. “A te non capita di non sapere chi sei?
Ho l’impressione di non avere neanche i contorni.
Non so dove vado, cosa farò da grande, cosa farò
domattina. Che malattia è?” Viene spontaneo
domandarsi, come si starebbe nel mondo se fosse
possibile mantenere nella nostra vita la stessa
attenzione che Michele e Viola hanno l’uno verso
l’altra. Perché la condizione di raccoglimento e di
profonda intimità che accompagna la lettura di una
lettera sono difficili da ritrovare in un confronto
dal vivo.
“Mi sembra che siamo in uno sbaglio, presi in giro
nel tempo da qualcosa o qualcuno…” “sono sollevata
di sapere che anche tu, ogni tanto, senti dei buchi
dentro…”
Il sottotitolo di “Ciao tu” è una frase quasi ovvia,
ma tutt’altro che facile da comprendere: “Perché
niente è tutto bianco o tutto nero”.
Gli autori hanno scelto proprio questa frase per
stimolarci a cogliere meglio le sfumature tra il
bianco della carta e il nero dell’inchiostro.
“le parole scritte non fanno rumore, si leggono e si
rileggono, si guardano in trasparenza, si può anche
spiare tra le righe, per vedere cose che forse ci
sono, forse no. Giocare ad immaginarle non fa male!”
Ecco la qualità del mistero.
|