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TEATRO DELL'OPERA
DI MILANO
PRESENTA
La
Traviata
di Giuseppe Verdi
coreografie di Nilda Guerra
Se
riconosciamo nella funzione dello specchio quella
dell’esistenza di un doppio da noi, possiamo anche
riconoscere qualcosa di sognato e per certi aspetti
di inaspettato. Le repliche di Traviata si
moltiplicano come due specchi che si riflettono
all’infinito senza concludersi . Tutti questi
elementi sono determinanti per definire una realtà
fatta di presenze totali sul palco ma, come in uno
specchio, la lettura può prendere in considerazione
il doppio del suo reale. La realtà specchiata cela
mondi inaspettati.
Il suo brindisi, la sua morte avviene ed è avvenuta
mille volte su palcoscenici differenti ma i sogni di
Traviata non vengono svelati e rimangono nascosti
negli specchi e nel perpetuarsi della trama,
ripetuta all’infinito. Dietro allo specchio
riveliamo una esistenza diversa per Violetta Valery,
una esistenza che è composta dai suoi stessi sogni.
Un incantesimo divino che porta Traviata ed i suoi
pensieri a rendersi visibili dietro uno specchio
della realtà . Nessun presente sarà mai adeguato a
quello di un sogno e il conoscere il sogno è sfida,
recupero di un linguaggio dimenticato. Un impietoso
eterno ritorno. A questo punto il sogno diventa
realtà e forse nasconde una fine inaspettata. |