|
BALLETTO DI MILANO PRESENTA
Romeo e Giulietta
Coreografie di
Giorgio Madia
La
messa in scena di un classico pone sempre l’autore
(il regista, coreografo, sceneggiatore) nel dilemma
se riproporre il soggetto seguendo l’originale o se
reinterpretarlo. Nel primo caso egli asseconda
l’aspettativa del vasto pubblico ma rischia
l’appiattimento; nel secondo può azzardare una forma
critica, offrendo la sua personale interpretazione
che rischia di deludere il pubblico. Nella creazione
degli spettacoli ho sempre dato spazio alla mia
fantasia sottraendomi a formule teatrali definite.
Tuttavia in Romeo e Giulietta mi affascinava l’opera
originale: testo e rappresentazione scenica. Ho
cercato quindi una terza via. Il linguaggio della
danza, come diceva Béjart, non deve esprimere
concetti molto complicati ma solo i più semplici:
vita, morte, guerra, amore, tristezza e gioia. Il
dramma di Romeo e Giulietta, come nell’immaginario
collettivo, è per me l’archetipo, l’icona,
dell’amore perfetto anche se (o proprio perché) in
contrasto con la società e con il mondo. Quindi la
chiave della mia interpretazione ha richiesto,
seppur nel tradizione del testo, la ricomposizione
temporale degli eventi: una storia che parte dal
culmine del dramma e si snoda con lo scopo di
enfatizzare l’icona. I contrasti di vita e morte,
amore e guerra, giorno e notte, sono evocati dai
colori bianco e nero in uno scenario che, secondo la
semplicità del teatro elisabettiano e
shakespeariano, rinuncia a pesanti strutture
scenografiche e si avvale di pochi attori interpreti
nei diversi ruoli.
Giorgio Madia |