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TEATRO SOCIALE DI
COMO
PRESENTA
Rigoletto
di
Giuseppe Verdi
“Nel
dramma del buffone, Triboulet o Rigoletto che sia,
risuona un monito, un avvertimento dei rischi che
comporta una vita scissa tra ciò che si fa (la vita
pubblica - il grottesco) e i propri ideali (la vita
privata - il sublime). La volontà di tenere questi
due ambiti ostinatamente divisi, il loro entrare in
conflitto, porterà ineluttabilmente alla tragedia:
il buffone, la maschera sociale, ucciderà il padre,
la speranza di una vita migliore, di un riscatto
sociale. La maledizione diventa quindi l'espediente
per mettere in conflitto questi due ambiti, e far
crollare ogni separazione. Il Do naturale con cui si
manifesta diventa l'epicentro del terremoto dei
sentimenti.
Rigoletto ci restituisce un'immagine infranta
dell'esistenza borghese, scissa fra cinismo e utopia
positiva. Il teatro diventa la lente d'ingrandimento
di un fatto sociale, oltre alla virtù vi s'impara la
rivolta e la sete di libertà. Di fronte ad una
società dove regnano il male e la corruzione, i
valori da esaltare diventano la nobiltà d'animo e la
potenza spirituale dell'amore. Una contrapposizione
che Verdi restituisce intrecciando le atmosfere da
incubo ai tratti sfumati del sogno. Per questo Gilda
è l'eroina romantica per eccellenza. Nonostante la
tradizione ne abbia fatto un personaggio petulante,
essa è una grande donna, colpevole solo di amare.
Sarà vittima non tanto dell'amore per il Duca,
quanto dell'amore per l'immagine sognata del Duca.”
Federico Grazzini |