|
Teatro dell’Opera di Milano
presenta
Don giovanni
di
W.A. Mozart
Il
viaggio dell’ultima giornata di Don Giovanni prevede
una serie di frapposizioni che lo mettono di fronte
alla sua bulimia sensoriale. La sua capacità di
costruire situazioni favorevoli non prevede
l’ineluttabilità di un fato costruito ad arte dal
genio di Mozart e di Da Ponte. Don Giovanni
viene considerata non a caso l’opera perfetta, dove
anche i sottotesti propri della musica sono
simmetrici allo sviluppo drammaturgico e alle
conseguenze. L’eleganza delle sue azioni e la
disinvoltura con cui esce da tutte le situazioni, lo
rendono ancor più un mito imperscrutabile. Questo
primo aspetto viene reso da un movimento di scena
flessuoso e una stilizzazione da bella epoque o da
disegno di Ertè. L’altro aspetto è una ultima
giornata a sua disposizione e tutti i segni di una
fine del gioco, una fine non considerata con la
sufficiente razionalità. Leporello è parte
integrante di questo gioco alla marionetta , che ha
, a sua volta in mano una ulteriore marionetta in
gioco di teatro senza fine. Il terzo è quello
onirico del gioco della seduzione e del mondo che
solo in un sogno puo avvenire. A questo ho associato
i colori con tutte le loro valenze . Ogni colore è
un sogno e uno stato d’animo e un ambiente , forse
una sconfitta, forse una vittoria, di sicuro una
emozione che termine con il blu , portatore di pace
, ma anche di assenza Per finire l’ultimo è quello
del mondo inconscio dove i segni e i simboli non si
rendono leggibili ma costuiscono un mondo a se
stante. Questo punto si sviluppa in un mondo fatto
di strutture sceniche lineari, posizioni simboliche
e impietose pose fotografiche. Una tetragonia di
temi e di sviluppiche mostri tutto il meraviglioso
misticismo pagano che ho riscontrato in questa opera.
Mario Riccardo Migliara |