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PALAZZO IRREALE
PRODUZIONI PRESENTA “TRE
METRI SOPRA IL CIELO” con
MASSIMILIANO VARRESE tratto dal libro di Federico
Moccia
Una
candida neve natalizia cade leggera e come un
mantello si posa sulla città. La magica atmosfera
notturna viene interrotta dal rumore delle moto di
ragazzi che irrompono sul palcoscenico.
Tra loro, lui: capelli corti, giubbotto scuro,
colletto tirato su, occhiali da sole e aria da duro.
È Step che, in una mattina di un giorno mai finito,
ripercorre i momenti felici trascorsi insieme a lei,
Babi.
Un flashback riporta il pubblico a quel giorno. Ma
proprio quel giorno il destino aveva riservato una
sorpresa per loro due, così diversi. Lei, Babi, è
una ragazza di buona famiglia, che frequenta i l
miglior liceo della città, figlia impeccabile che
tutti i genitori avrebbero voluto avere. Lui, Step,
appartiene al mondo della strada, delle corse. Un
mondo di istinti, di forza, di violenza, il cui
motto potrebbe essere “sopravvivere alla giornata”.
Ma questi due mondi così inconciliabili sono
destinati a unirsi, grazie all'inconsapevole
complicità dei rispettivi migliori amici, Pollo e
Pallina. Ricordi, emozioni, musiche, il pubblico si
ritrova a vivere, passo dopo passo, le fasi
dell'innamoramento tra Babi e Step. Un amore
difficile, che deve superare mille ostacoli:
dall'opposizione dei genitori di Babi, ai problemi
con l'arcigna professoressa Giacci; dai problemi con
la giustizia di Step, al suo passato misterioso che
tanto lo ha segnato... Tutto questo in un climax di
emozioni che portano il pubblico a innamorarsi
sempre più come i due protagonisti, e ad arrivare
lassù: TRE METRI SOPRA I L CIELO. Ma da lassù è
facile cadere... e la caduta è dolorosa. Una
perdita improvvisa fa scoppiare in Babi la paura di
amare Step, la paura di vivere con “uno che non
cambierà mai”. Una paura che la porta decidere se
vivere con o senza il suo Step. Step accende la
moto, ultima rombata, ultimo ruggito prima di
lasciare il pubblico, con un'unica domanda “Tornerò
mai lassù, in quel posto così difficile da
raggiungere? Lì dove tutto sembra più bello. Tre
metri sopra il cielo...”
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